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Itinerario turistico cittadino Linguaglossa da il suo benvenuto con il verde della Villa dei Vespri Siciliani in Piazza Giardino, da cui prende le mosse il nostro itinerario. Prima tappa è il Convento dei Domenicani, ora casa per ferie S. Tommaso: maestoso, l'edificio si presenta con una facciata e un colonnato solenni; all'interno nelle sale e nella cappella, un gran numero di tele preziose, tra cui la settecentesca Madonna del Rosario. Tornati sulla Piazza Giardino, imboccando Via Roma, la strada principale del paese, dopo pochi passi ecco, sulla sinistra, la Chiesa di San Francesco di Paola, adiacente al Palazzo Comunale. L'edificio che risale al secolo XVI, si offre con un ingresso ingentilito dalla porta con pannelli in bronzo, opera dello scultore Salvatore Incorpora. All'interno della Chiesa, notevole sul primo altare di destra è la statua della Madonna di Loreto del Gaggini. Da segnalare, inoltre, gli altari di marmo policromo ed il grande organo del 1780, recentemente ristrutturato. Affiancato alla Chiesa di San Francesco di Paola, il Palazzo Municipale.
Proseguendo per la Via Cavour s'approda in Piazza Cappuccini, su cui s'affacciano la Chiesa dell'Immacolata e l'annesso Convento dei Cappuccini. In particolare, nella Chiesa, sui cui altari laterali fanno bella mostra sculture e tele del settecento e dell'ottocento, è custodita la più importante delle opere che si trovano a Linguaglossa: la celebre custodia di legno di Pietro Bencivinni da Polizzi, che la scolpì intorno al 1710. Posta sull'altare maggiore, ha proporzioni monumentali e colpisce per il fasto e la complessità dei suoi ricami ornamentali. Ad impreziosire ulteriormente l'altare maggiore è poi la splendita Pala raffigurante l'Immacolata che lo sormonta; interessanti pure i due dipinti posti ai lati della Pala, in cui sono raffigurati rispettivamente Sant'Antonio da Padova e Santa Chiara. Pregevoli dipinti custodisce anche il Convento dei Cappuccini, al cui interno si trova tra l'altro una biblioteca con volumi dal XVI al XVIII secolo. Accanto alla Chiesa dell'Immacolata è la Via San Rocco, con l'Ospedale (costruito nel 1609) di fronte al quale si slarga la bella Villa Milana, ingentilita da una fontana ornata con dodici teste di moro in ceramica.
Dalla Via San Rocco percorrendo la Via Trieste, arricchita da un bel murales del pittore Salvo Caramagno, in breve si giunge alla Chiesa dell'Annunziata, sull'omonima piazzetta.
Sulle pareti esterne del Tempio diversi murales. Risalente al XVI secolo, ha un bel portale principale in pietra lavica. Sempre dalla piazzetta dell'Annunziata si accede ai locali della Pro Loco di Linguaglossa, senz'altro da visitare per il Museo Etnografico e le raccolte relative alla flora ed alla fauna dell'Etna che vi sono ospitate. Continuando per Via Roma si arriva sulla Piazza della Matrice, dominata dalla Chiesa Madre, dedicata alla Madonna delle Grazie. Il Tempio, la cui realizzazione venne avviata nel 1613, presenta una facciata che sfrutta con equilibrio le tonalità bicrome derivanti dall'accostamento della pietra lavica con quella arenaria. Alle pareti, delle buone tele dell'Ottocento; dietro l'altare maggiore, sotto il grande organo, la più importante delle opere della matrice: il coro ligneo, del 1728.
Accanto alla Chiesa Madre, una piccola piazzetta con il monumento alla Madonnina della Pineta. Il monumento è costituito da un blocco di pietra lavica tratto da una colata del 1566, anno in cui secondo la tradizione Sant'Egidio avrebbe guarito una vecchietta paralitica; sul blocco svetta una madonnina di squisita fattura, dello scultore catanese Eugenio Russo. Alle spalle della piazzetta la Via Sant'Egidio, sul quale s'affaccia appunto la Chiesa di Sant'Egidio Abate, patrono di Linguaglossa. La costruzione del tempio, il più antico del paese, venne iniziata durante la dominazione angioina: successivamente, più volte si eseguirono lavori di restauro. L'interno della Chiesa, a croce latina, ospita nel transetto affresche del XVI secolo. D'ottima fattura gli altari laterali, sopra uno dei quali è custodita la statua lignea di Sant'Egidio. Sul lato sinistro, un antico portale nel cui architrave è scolpita una sirena che stringe due serpenti: allegoria della lotta tra il bene ed il male.
Proseguendo dalla Via Libertà si raggiungono le Chiese del Carmine e dei Santi Antonio e Vito, all'interno delle quali si conservano tra l'altro numerose statue di ottima fattura. Interessanti nella Chiesa dei Santi Antonio e Vito, il portale barocco e la finestra che lo sovrasta, interamente in pietra lavica e realizzati nel 1728. |
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